Il giorno della partenza per le Olimpiadi si avvicina… un po’ di emozione, un po’ di incertezza, un po’ di soddisfazione per l’opportunità di far parte di questa grande squadra di volontari che partecipa alle Olimpiadi per consentire il buon andamento delle attività.
Si prepara la valigia, sci, bastoncini, casco e scarponi e via… si parte per Bormio. Il viaggio risulta piuttosto lungo rispetto al previsto. C’è molto traffico sia a salire che a scendere, mezzi vari, tra cui molti di supporto per le Olimpiadi. La neve scende copiosa già dall’uscita della prima galleria e quindi si viaggia lentamente nei tratti all’aperto, con diverse soste, soprattutto avvicinandosi alla meta.
All’arrivo, parcheggio e self-check-in, si segue il filmato per raggiungere la stanza assegnata e, digitati i codici di ingresso, si accede all’appartamento. Due ragazze alloggiano già nella stessa casa al piano sotto; con una scala a chiocciola interna si raggiunge il piano sopra, che è il sottotetto: tutto di legno, bagni nuovi; trovo un lettino libero e mi sistemo.
Primo giorno, il giorno dell’arrivo, il giorno della sistemazione; si prende contatto con l’ambiente circostante, un giretto nel paese, una piccola spesa per la colazione, la ricerca dei punti di riferimento (market, piste, punti di ristoro). Le piste sono lì davanti, con il palco che troneggia in basso.
Nel pomeriggio in piazza suonano e tutti possono gustare chiacchiere e vin brulè. Girando per il paese, si incontrano volontari, turisti e supporter di tutte le nazionalità, pittati sul volto con la bandiera del Paese di appartenenza, in un andirivieni continuo e colorato di persone. Passaggio obbligato e attrazione per tutti: la foto con i cerchi olimpici.
Nel tardo pomeriggio arriva il quarto volontario ospite dell’appartamento, che si sistema nella stanza al mio piano. E ora siamo al completo. Cambio delle lenzuola per lui, che ha preso il posto del volontario precedente.
Alle 20 cena alla RSA Villaggio del Sorriso, insieme al nostro referente e agli altri soccorritori Akja e non. Ambiente pulito e tranquillo, servono un piatto tipico abbondante e anche piuttosto gustoso e, per finire, il gelato.
Un giretto nella piazza del paese, ci si ritrova a chiacchierare al tavolo di un pub e, alla fine, ci si dà appuntamento per il giorno dopo.
Il giorno dopo è il giorno della preparazione: si ricevono tutte le indicazioni per poter operare al meglio a partire dal giorno seguente. Per il servizio di soccorso sulle piste da sci, il personale che svolge tale attività di supporto alle gare deve essere a disposizione sulle piste per la sicurezza di tutto il personale, sia atleti che operatori, con zaini, presidi e tutto l’occorrente per operare con professionalità e tempestività.
Il giorno del servizio, si comincia. Sveglia all’alba, come capita generalmente per i turni di soccorso sulle piste da sci, un passaggio per raggiungere la zona piste, accredito e badge per entrare nella ski area, controllo al metal detector ed eccoci nella ‘casetta del soccorso’, ove si trovano tutti i soccorritori che saranno impegnati a fare soccorso nella giornata.
Ci si prepara per raggiungere la postazione di riferimento, insieme al personale del soccorso alpino, ai medici e agli infermieri. Nel caso non sia prevista una postazione fissa, ci si organizza in squadre per il pattugliamento delle piste. Nell’area rossa si trovano gli atleti in allenamento o in gara.
Pranzo a turno nell’area di ristoro: un pranzo completo di ottima qualità per tutti i soccorritori presenti.
Passione per il soccorso sulle piste da sci, emozione di partecipare a un evento olimpico di così grande portata sulle nostre montagne, inclusività per la collaborazione con forze diverse e nuove conoscenze, integrando le diverse esperienze per l’obiettivo comune della sicurezza di tutti gli atleti, del personale di supporto e del pubblico. Un’esperienza interessante quella di Milano-Cortina per noi soccorritori Akja, a supporto del buon andamento delle Olimpiadi 2026.
Elena Finotto



